Rafforza il Tuo Sistema immunitario

 

Il sistema immunitario ha il compito di proteggere l’organismo dall’invasione di sostanze estranee o pericolose. Tali invasori includono:

  • Microrganismi (comunemente denominati germi, come i batteri, i virus e i miceti)
  • Parassiti (come i vermi)
  • Cellule tumorali
  • Organi e tessuti trapiantati

Il sistema immunitario subisce come ogni organo variazioni nel corso della vita.

Dopo la nascita, l’immunità acquisita (specifica) non si è del tutto sviluppata. Tuttavia, i neonati possiedono alcuni anticorpi che hanno attraversato la placenta durante la gravidanza. Questi anticorpi proteggono i neonati dalle infezioni finché il loro sistema immunitario non è completamente sviluppato. I neonati ricevono anche anticorpi attraverso il latte materno.

Persone anziane

Con l’invecchiamento, il sistema immunitario perde efficacia nei modi seguenti:

  • La capacità del sistema immunitario di distinguere tra endogeno ed esogeno (vale a dire, identificare gli antigeni estranei) si riduce. Di conseguenza sono più comuni le malattie autoimmuni.
  • I macrofagi (che fagocitano i batteri e altre cellule estranee) distruggono i batteri, le cellule tumorali e altri antigeni più lentamente. Tale rallentamento può essere un motivo per cui i tumori sono più comuni nei soggetti di età avanzata.
  • I linfociti T (che ricordano gli antigeni incontrati in precedenza) rispondono meno velocemente agli antigeni.
  • Il numero di globuli bianchi in grado di rispondere ai nuovi antigeni diminuisce. Pertanto, nei soggetti di età avanzata, l’organismo è meno capace di riconoscere un antigene nuovo e di difendersi da esso.
  • Gli anziani possiedono quantità minori di proteine del complemento e non producono una quantità di proteine pari a quella dei giovani in risposta alle infezioni batteriche.

Sebbene la quantità di anticorpi prodotti in risposta a un antigene in genere rimanga pressappoco la stessa, la capacità degli anticorpi di legarsi all’antigene diminuisce.

Tale variazione può in parte spiegare il motivo per cui la polmonite, l’influenza, l’endocardite infettiva e il tetano sono più comuni e determinano il decesso con maggiore frequenza tra le persone anziane.

Immunità acquisita

Di Peter J. Delves  , PhD, University College London, London, UK

Uno dei meccanismi di difesa dell’organismo (sistema immunitario) implica l’azione dei globuli bianchi (leucociti) che si spostano nel flusso sanguigno e nei tessuti, alla ricerca di microrganismi e altri invasori da aggredire. (Vedere anche Panoramica sul sistema immunitario)

Questo meccanismo si svolge in due fasi:

  • Immunità innata
  • Immunità acquisita

L’immunità acquisita (adattativa o specifica) non è presente alla nascita, ma è dovuta a un processo di apprendimento che inizia quando il sistema immunitario di una persona viene a contatto con invasori esterni e riconosce sostanze esogene (antigeni). A quel punto, i componenti dell’immunità acquisita apprendono il modo migliore di attaccare ciascun antigene e iniziano a sviluppare una memoria di tale antigene. Tale processo viene definito immunità specifica perché mira alla distruzione di un antigene specifico precedentemente incontrato. È contraddistinta dalla capacità di imparare, adattarsi e ricordare.

Dopo la prima esposizione a un nuovo antigene, lo sviluppo dell’immunità acquisita richiede tempo. Tuttavia, in seguito, l’antigene viene ricordato e le successive risposte a quell’antigene sono più rapide e più efficaci di quelle riscontrate dopo la prima esposizione.

I globuli bianchi responsabili dell’immunità acquisita si chiamano:

Linfociti (cellule T e B)

Gli altri elementi che contribuiscono all’immunità acquisita sono:

  • Cellule dendritiche
  • Citochine
  • Sistema del complemento (che aumenta l’efficacia degli anticorpi)
  • Linfociti

I linfociti permettono all’organismo di ricordare gli antigeni e di distinguere ciò che è endogeno da ciò che è esogeno (come i virus e i batteri). I linfociti circolano nel sangue e nel sistema linfatico e si spostano nei tessuti secondo necessità.

Il sistema immunitario riesce a ricordare ogni antigene incontrato perché dopo l’incontro, alcuni linfociti si trasformano in cellule di memoria. Queste cellule vivono per molto tempo, anni o addirittura decenni. Quando i linfociti di memoria vengono a contatto con un antigene per la seconda volta, generano una risposta rapida e immediata, efficace e mirata verso quell’antigene specifico. Questa risposta immunitaria specifica permette ai soggetti di non contrarre la varicella o il morbillo per più di una volta ed è il motivo per cui la vaccinazione consente di prevenire alcune malattie.

I linfociti possono essere di tipo T o B. I linfociti T e B collaborano per distruggere gli invasori.

Linfociti T

I linfociti T si sviluppano da quelle cellule staminali che si spostano dal midollo osseo nel timo, un organo localizzato nel torace. In tale organo, i linfociti apprendono a distinguere gli antigeni endogeni da quelli esogeni in modo da non attaccare i tessuti propri dell’organismo. Di norma, possono maturare e uscire dal timo solo i linfociti T che apprendono a ignorare gli antigeni propri dell’organismo (antigeni endogeni).

Potenzialmente, i linfociti T possono riconoscere un numero praticamente illimitato di antigeni diversi.

I linfociti T maturi sono conservati negli organi linfoidi secondari, ossia la milza, i linfonodi, le tonsille, l’appendice e le placche di Peyer localizzate nell’intestino tenue. Queste cellule circolano nel sangue e nel sistema linfatico. Dopo il primo incontro con una cellula infetta o anormale, vengono attivati e ricercano quelle cellule in particolare.

Di solito, per l’attivazione dei linfociti T è necessario l’intervento di un’altra cellula immunitaria, che scompone gli antigeni in frammenti (processazione degli antigeni) e quindi presenta l’antigene della cellula infetta o anormale al linfocita T. In seguito, il linfocita T si moltiplica e si specializza in tipi differenti di linfocita T. Tali tipi includono:

  • I linfociti T killer (citotossici), che si legano agli antigeni di cellule infette o anormali (ad esempio, quelle tumorali). I linfociti T killer distruggono quindi queste cellule forandone la membrana e iniettandovi enzimi.
  • I linfociti T helper, che supportano altre cellule del sistema immunitario. Alcuni linfociti T helper aiutano i linfociti B a produrre anticorpi diretti contro gli antigeni estranei. Altri aiutano i linfociti T killer ad attivarsi per distruggere le cellule infette o anomale oppure contribuiscono all’attivazione dei macrofagi, consentendo loro di ingerire le cellule infette o anomale in maniera più efficiente.
  • I linfociti T soppressori (regolatori), che producono sostanze che aiutano a interrompere la risposta immunitaria o talvolta prevengono l’insorgere di alcune risposte pericolose.

Quando i linfociti T incontrano un antigene per la prima volta, la maggior parte svolge la funzione a cui è destinata, ma alcuni si trasformano in cellule di memoria, che ricordano l’antigene e rispondono in maniera più efficace quando lo incontrano nuovamente.

Talvolta i linfociti T, per ragioni non ancora completamente note, non distinguono ciò che è endogeno da ciò che è esogeno. Questa disfunzione può determinare una malattia autoimmune, in cui l’organismo attacca i propri tessuti.

Linfociti B

I linfociti B si formano nel midollo osseo e presentano siti particolari (recettori) sulla superficie dove si possono attaccare antigeni specifici. I linfociti B possono imparare a riconoscere un numero praticamente illimitato di antigeni diversi.

Lo scopo principale dei linfociti B è di produrre anticorpi, che etichettano un antigene per l’attacco di altre cellule o lo neutralizzano direttamente. I linfociti B possono anche presentare l’antigene ai linfociti T, determinandone l’attivazione.

La risposta dei linfociti B agli antigeni è suddivisa in due parti:

  • Risposta immunitaria primaria: quando i linfociti B incontrano un antigene per la prima volta, questo si lega a un recettore stimolando i linfociti B. Alcuni linfociti B diventano cellule di memoria, che ricordano quello specifico antigene, mentre altri si trasformano in plasmacellule. I linfociti T helper aiutano i linfociti B in questo processo. Le plasmacellule producono anticorpi specifici per l’antigene che ne ha stimolato la produzione. Dopo il primo incontro con un antigene, la produzione di una quantità sufficiente di anticorpi richiede diversi giorni. La risposta immunitaria primaria è quindi lenta.
  • Risposta immunitaria secondaria: successivamente, ogniqualvolta un linfocita B incontra di nuovo l’antigene, le cellule di memoria lo riconosceranno rapidamente, si moltiplicheranno, si trasformeranno in plasmacellule e produrranno anticorpi. Si tratta di una risposta veloce e molto efficace.

Cellule dendritiche

Le cellule dendritiche si trovano sulla pelle, nei linfonodi e nei tessuti di tutto l’organismo. La maggior parte delle cellule dendritiche sono cellule di presentazione dell’antigene, ovvero fagocitano, processano e presentano gli antigeni, consentendo ai linfociti T helper di riconoscerli. Le cellule dendritiche presentano i frammenti antigenici ai linfociti T nei linfonodi.

Un altro tipo di cellula dendritica, la cellula dendritica follicolare, presenza l’antigene non processato (intatto) associato all’anticorpo (complesso anticorpo-antigene) ai linfociti B. Le cellule dendritiche follicolari aiutano le cellule B a rispondere a un antigene.

Dopo la presentazione dell’antigene ai linfociti T e B, questi si attivano.

Anticorpi

Quando un linfocita B incontra un antigene, è stimolato a maturare trasformandosi in una plasmacellula o in un linfocita B di memoria. A quel punto le plasmacellule rilasciano anticorpi (chiamati anche immunoglobuline o Ig). Esistono 5 classi di anticorpi: IgM, IgG, IgA, IgE e IgD.

Gli anticorpi proteggono l’organismo come segue:

  • Aiutano le cellule a ingerire gli antigeni (queste cellule sono chiamate fagociti)
  • Inattivano le sostanze tossiche prodotte dai batteri
  • Attaccano direttamente batteri e virus
  • Prevengono l’attacco e l’invasione delle cellule da parte di batteri e virus
  • Attivano il sistema del complemento, dotato di molte funzioni immunitarie
  • Aiutano determinate cellule, come le cellule natural killer, a distruggere le cellule infette o tumorali

Gli anticorpi sono essenziali per combattere alcuni tipi di infezioni batteriche e fungine. Possono anche essere d’aiuto a combattere i virus.

Gli anticorpi si legano all’antigene per il quale sono stati prodotti e formano un immunocomplesso (complesso antigene-anticorpo). L’anticorpo e l’antigene si incastrano perfettamente come le tessere di un puzzle. Talvolta un anticorpo può legarsi ad altri antigeni, se questi assomigliano molto all’antigene che l’anticorpo ha imparato a riconoscere e al quale ha imparato ad attaccarsi.

Struttura di base a Y degli anticorpi

Una molecola anticorpale è fondamentalmente a forma di Y. La molecola è costituita da due parti:

  • Parte variabile: questa parte varia da un anticorpo all’altro, in base al tipo di antigene al quale l’anticorpo si deve legare. L’antigene si attacca alla parte variabile.
  • Parte costante: questa parte può essere una delle cinque strutture che determinano la classe di anticorpi: IgM, IgG, IgA, IgE o IgD. Questa parte è uguale all’interno di ciascuna classe.

Parte variabile: questa parte varia ed è specializzata per legarsi a un antigene specifico.

Parte costante: questa parte è una delle cinque strutture che determinano la classe di anticorpi: IgM, IgG, IgA, IgE o IgD. Questa parte è uguale all’interno di ciascuna classe e determina la funzione dell’anticorpo.

Un anticorpo può mutare la sua parte costante e diventare di una classe diversa, ma la sua parte variabile non muta. Quindi, può sempre riconoscere l’antigene specifico per il quale è stato prodotto.

IgM

Questa classe anticorpale viene prodotta quando si incontra per la prima volta un determinato antigene (quale un antigene di un microrganismo infettivo). La risposta così generata è definita risposta immunitaria primaria. Le IgM si legano all’antigene, ne attivano il sistema del complemento facendo sì che il microrganismo possa essere ingerito più facilmente.

Normalmente, le IgM sono presenti nel flusso sanguigno ma non nei tessuti.

IgG

L’IgG è la classe anticorpale principale che viene prodotta quando si incontra nuovamente un particolare antigene. Rispetto alla risposta primaria, durante questa risposta (chiamata risposta immunitaria secondaria) vengono prodotti più anticorpi. La risposta secondaria è anche la più veloce e gli anticorpi in essa prodotti (principalmente IgG) sono più efficaci.

Le IgG proteggono contro i batteri, i virus, le infezioni micotiche e le sostanze tossiche.

L’IgG è presente nel flusso sanguigno e nei tessuti. È la sola classe anticorpale che attraversa la placenta dalla madre al feto. L’IgG della madre protegge il feto e il neonato finché il sistema immunitario del bambino non produce anticorpi propri.

Inoltre, quella della IgG è la classe anticorpale più comunemente usata nei trattamenti medici. Ad esempio, le immunoglobuline (anticorpi ottenuti dal sangue di persone con un sistema immunitario normale) sono costituite soprattutto da IgG. Le immunoglobuline vengono usate per il trattamento di alcuni disturbi da immunodeficienza e per le malattie autoimmuni.

Età

Questi anticorpi contribuiscono a proteggere dall’invasione di microrganismi le superfici corporee rivestite da una mucosa, quali quelle di naso, occhi, polmoni e apparato digerente.

Le IgA sono presenti:

  • Nel circolo sanguigno
  • Nelle secrezioni prodotte dalle membrane mucose (come le lacrime e la saliva)
  • Nel colostro (il liquido prodotto dalle mammelle nei giorni immediatamente successivi al parto, prima che venga prodotto il latte)

IgE

Questi anticorpi scatenano reazioni allergiche immediate. Le IgE si legano ai basofili (un tipo di globuli bianchi) presenti nel sangue e ai mastociti presenti nei tessuti. Se i basofili o i mastociti con IgE legate alla loro membrana incontrano allergeni (antigeni che causano reazioni allergiche), rilasciano sostanze (come l’istamina) che causano infiammazione e danneggiano i tessuti circostanti. Pertanto, quella delle IgE è la sola classe anticorpale che sembra fare più male che bene. Tuttavia, le IgE possono contribuire a proteggere da alcune infezioni parassitarie che si riscontrano frequentemente nei Paesi in via di sviluppo.

Piccole quantità di IgE sono presenti nel sangue e nel muco dell’apparato digerente. Queste quantità sono maggiori nei soggetti affetti da asma, febbre da fieno, altri disturbi allergici o infezioni parassitarie.

IgD

Le IgD sono presenti principalmente sulla superficie dei linfociti B immaturi e aiutano la maturazione di queste cellule.

Piccole quantità di questi anticorpi sono presenti nel flusso sanguigno. La loro funzione, qualora ne abbiano una, non è ancora stata compresa.

Strategie di attacco

I diversi tipi di microrganismi invasori vengono attaccati e distrutti in parecchi modi.

Alcuni microrganismi vengono direttamente riconosciuti, ingeriti e distrutti da cellule che ingeriscono tali invasori (fagociti), come neutrofili e macrofagi.

Tuttavia, i fagociti non sono in grado di riconoscere alcuni batteri, poiché sono racchiusi in una capsula. In questi casi, i linfociti B supportano i fagociti nel riconoscimento. I linfociti B producono anticorpi contro gli antigeni contenuti nella capsula batterica. Gli anticorpi si attaccano alla capsula. Il fagocita è in grado di riconoscere i batteri.

Alcuni microrganismi non possono essere eliminati del tutto. Per difendersi da questi microrganismi, il sistema immunitario costruisce una parete circondandoli. La parete viene formata quando i fagociti, soprattutto i macrofagi, aderiscono l’uno all’altro. La parete che circonda i microorganismi è detta granuloma. Pertanto, alcuni batteri imprigionati possono sopravvivere nell’organismo all’infinito. In caso di ridotta funzionalità del sistema immunitario, perfino 50 o 60 anni dopo, le pareti del granuloma si possono sgretolare e i batteri possono iniziare a moltiplicarsi, inducendo sintomi.hD, University College London, London, UK

Rafforzare il sistema immunitario

Perché è importante rafforzare il sistema immunitario?

Il sistema immunitario è il sistema di difesa e monitoraggio del nostro corpo, che consiste in una rete molto complessa di organi e tessuti. Gli organi e i tessuti più importanti sono il sistema linfatico, il timo, il midollo osseo, la milza, l’intestino, la pelle, le mucose, le cellule immunitarie e messaggeri specializzati. Il compito principale del sistema immunitario è quello di difendersi da agenti patogeni e altre sostanze estranee.

Poiché il nostro corpo è quotidianamente esposto a vari agenti patogeni come batteri, virus, funghi o parassiti, il nostro sistema immunitario lavora 24 ore su 24 per proteggere il nostro organismo da infezioni e malattie. Affinché il sistema immunitario funzioni correttamente, è necessario rafforzarlo durante tutto l’anno.

Le cause di indebolimento del sistema immunitario:

  • Lo stress cronico colpisce il sistema immunitario nel suo complesso. In situazioni di affatticamento il nostro corpo rilascia più ormoni dello stress (adrenalina, noradrenalina, cortisolo). Allo stesso tempo, il sistema immunitario crea più cellule immunitarie per proteggerci dalle malattie e dalle infezioni. Se il nostro corpo non riesce a riprendersi a sufficienza dopo un periodo di stress, e ad un continuo sforzo dell’organismo, ciò porta ad un aumento sporporzionato dei livelli degli ormoni dello stress e ad una diminuzione del numero e dell’attività delle cellule immunitarie. Lo stress cronico porta quindi ad un indebolimento continuo del nostro sistema immunitario e ad una maggiore sensibilità agli agenti patogeni.[1]
  • La mancanza di esercizio fisico e lo sforzo eccessivo possono indebolire il sistema immunitario, per cui un equilibrio sano tra sport e relax è fondamentale per un forte sistema immunitario. Un allenamento fisico moderato migliora la formazione e l’attivazione delle cellule immunitarie, invece la mancanza di esercizio fisico limita la funzionalità del sistema immunitario.[2] Mentre un sovrallenamento e un tempo di rigenerazione insufficiente, porta al nostro sistema immunitario a un rilascio permanente di ormoni dello stress, causando un aumento del rischio di infezione.[3]
  • La mancanza di sonno (meno di sei ore a notte) favorisce il rilascio di ormoni dello stress, che a loro volta indeboliscono il sistema immunitario.
  • La mancanza di idratazione significa che le nostre membrane mucose non sono protette da una pellicola fluida e ciò comporta una penetrazione degli agenti patogeni più facilmente. Allo stesso tempo, l’eliminazione delle sostanze tossiche non è sufficientemente garantita.
  • Il consumo di alcol provoca la disattivazione di una parte importante del sistema immunitario per almeno 24 ore.[4]
  • Il fumo indebolisce il funzionamento  del nostro sistema immunitario riducendo il numero di cellule immunitarie e di anticorpi nel sangue.[5]
  • L’aria secca asciuga le mucose del naso e della gola, rendendo più facile l’ingresso degli agenti patogeni nel corpo.
  • Una carenza di sostanze nutritive significa che il nostro corpo non è sufficientemente rifornito di vitamine e minerali. Questi sostengono importanti processi nel sistema immunitario.
  • Il consumo di 100 gr di zucchero (circa la quantità contenuta in un litro di una bevanda dolce come la cola o il succo di mela) può compromettere seriamente la capacità dei globuli bianchi di attaccare batteri e virus fino a cinque ore. 

 Con queste vitamine e minerali è possibile rafforzare il sistema immunitario:

Vitamina A: la vitamina liposolubile contribuisce al mantenimento normale della pelle e delle mucose, mentre la vitamina A sostiene le barriere anatomiche del sistema immunitario non specifico. Il latte e i latticini, così come la verdura e la frutta in particolare, contengono molta vitamina A.

Vitamina D: la vitamina D, detta anche la “vitamina del sole”, ha un’importante funzione nella divisione cellulare e supporta l’attivazione e la reazione dei globuli bianchi.[9] Gli alimenti ricchi di vitamina D sono il pesce, l’avocado e i funghi.

Vitamina C: la vitamina idrosolubile coinvolta in molti processi del corpo umano contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario, soprattutto durante e dopo un’intensa attività fisica. Tra le fonti più importanti di vitamina C troviamo le patate, la verdura e la frutta.

Complesso di vitamina B: la vitamina B6 ha il ruolo fondamentale di costituire una barriera immunitaria in difesa dalle malattie. È presente in numerosi alimenti come carne, pesce, verdure e cereali.[10] La vitamina B9 (acido folico) e la vitamina B12 contribuiscono alla normale formazione del sangue e al corretto funzionamento del sistema immunitario. Diverse verdure e legumi sono particolarmente ricchi di acido folico. La vitamina B12 si trova quasi esclusivamente in alimenti di origine animale come carne, pesce, latte e latticini.

Ferro: come componente di molti enzimi e complessi proteici, il ferro contribuisce anche al normale funzionamento del sistema immunitario. Un basso apporto di ferro porta ad una diminuzione dei macrofagi attivi e degli anticorpi nel corpo.[11] Alimenti come carne, cereali, noci e alcune verdure sono buone fonti di ferro.

Rame: anche il rame come oligoelemento contribuisce ad una normale funzionamento del sistema immunitario, poiché è coinvolto nella risposta immunitaria cellulo-mediata.[12] Le fonti alimentari ricche di rame sono i crostacei, i legumi, i cereali integrali, la frutta secca e il cacao.

Selenio: l’oligoelemento essenziale contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario stimolando la produzione di anticorpi.[13] Il selenio si trova principalmente nel pesce e nella carne, ma anche nei legumi e nelle noci.

Zinco: è un minerale essenziale coinvolto in molti processi metabolici in tutto l’organismo e regola, tra l’altro, la risposta immunitaria.[14] I principali fornitori di zinco sono la carne, le uova, il latte e i derivanti, nonché i prodotti integrali e la frutta secca.

Siamo alla fine di questo articolo …..

BENE ADESSO TI FACCIO UNA DOMANDA

COME STA IL TUO INTESTINO?

Lo so che la maggioranza delle persone pensa a come va al bagno! E in base a questo risponderà…. 

Ma L’intestino non è “un tubo per scaricare rifiuti”!!

DEVI SAPERE QUESTO ….

L’enorme importanza dell’intestino negli equilibri immunitari dell’organismo era già stata intuita da Ippocrate nel 2.500 a.C. circa, al punto da spingerlo ad affermare che: “Tutte le malattie cominciano nell’intestino”.

Oggi sappiamo che l’intestino rappresenta uno dei più importanti baluardi immunitari dell’organismo. Basti pensare che con la sua superficie di circa trecento metri quadrati, quest’organo ospita qualcosa come centomila miliardi di microrganismi e produce grossomodo il 60-70% delle cellule immunitarie dell’organismo!

A livello intestinale, infatti, sono presenti sistemi immunitari di tipo innato (o aspecifico) e adattivo (o specifico) che garantiscono una corretta risposta della mucosa intestinale in seguito all’ingresso di tutto ciò che viene riconosciuto come estraneo e pericoloso. Come vedremo nel corso dell’articolo, il sistema immunitario intestinale si compone di cellule e sistemi più o meno specifici il cui obiettivo è uno: proteggere l’organismo dall’attacco di aggressori esterni (ad esempio, batteri, virus, ecc.).

Importanza del Sistema Immunitario Intestinale

Alla luce di quanto appena detto nell’introduzione a questo articolo, appare chiara fin da subito l’importanza del sistema immunitario intestinale.

D’altro canto, pensandoci bene, l’intestino – oltre alla funzione digerente – rappresenta una delle importanti “linee di demarcazione” fra il mondo esterno e quello interno del nostro organismo. Al fine di proteggerlo da attacchi esterni, un efficiente ed organizzato sistema di difesa risulta fondamentale.

Il sistema di “protezione” del Intestino e molto complesso ed è composto dal GALT acronimo inglese di Gut Associated Lymphoid Tissue, ossia tessuto linfoide associato all’intestino. In questo particolare e specifico tessuto, cellule della difesa, come ad esempio linfociti, cellule dendritiche e macrofagi, sono aggregate e organizzate per garantire l’attivazione di una risposta immunitaria quando necessario. Il sistema è complesso e penso non sia di utilità conoscerne adesso la composizione e i sistemi biochimici che vengono utilizzati…

Su questa parte Noi non possiamo agire ma lo possiamo fare su una delle sue componenti

Flora Batterica Intestinale

La sua  importanza e ormai nota è uno degli elementi fondamentali del sistema immunitario dell’intestino. Si tratta dei cosiddetti “batteri buoni” che colonizzano il nostro tratto enterico, andando a costituirne, appunto, la flora batterica. Questi microorganismi “amici” competono con quelli “cattivi” per il nutrimento e le sedi di adesione alla mucosa intestinale. A tal proposito, è importante che il sistema immunitario intestinale sia in grado di “capire” quali specie batteriche combattere e quali tollerare entro certi limiti. Il ruolo del sistema immunitario intestinale, pertanto, è anche quello di campionare, elaborare e presentare gli antigeni in maniera tale da permettere la distruzione dei patogeni e, al contempo, da consentire la tolleranza dei non patogeni.

Ricordiamo, tuttavia, che poiché la dieta è in grado di influenzare profondamente la composizione della flora enterica e la salute della mucosa intestinale, ciò che mangiamo ha importanti effetti sul sistema immunitario intestinale, con ripercussioni che come abbiamo visto possono essere anche sistemiche.

Come Naturopata ho imparato dalla prima lezione nel lontano 1978 e poi provato negli anni che la salute è frutto di una ben precisa e conosciuta da millenni strategia….

  • Una mente Tranquilla
  • Una mente spirituale
  • Un Corpo sano

La Paura (leggi il mio articolo qui) e una delle cause di numerose patologie e soprattutto Indebolisce gravemente il sistema immunitario

Una Mente “spirituale” trova spesso conforto e soluzione ai problemi irrisolvibili della vita a quelle situazioni di cui non abbiamo risposta e se non le lasciamo andare sono come tarli che ci logorano e ci distruggono

 

Il corpo è come una fabbrica se vuoi “produrre ottimi prodotti” devi fornire Tutto quello che serve altrimenti il prodotto finale sarà difettoso o da buttare

La professione che si occupa di “Analizzare, Consigliare e Seguire” le persone e la Naturopatia. Ci voglio molti anni di studio e di professione per “saper analizzare e comprendere” come aiutare una persona…
Rivolgersi ad un Naturopata è la soluzione migliore….

 

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