INSUFFICIENZA VENOSA

 

IN BREVE…

STASI VENOSA: UNA MALATTIA SOCIALE

La stasi venosa consiste in un rallentamento della circolazione del sangue attraverso il sistema venoso dalla periferia verso il cuore. La ragione si trova molto semplicemente nella postura eretta dell’uomo e nella forza di gravità che rendono più difficile il ritorno venoso. È solo il tono delle vene e la spinta che proviene dalla muscolatura del polpaccio a fare in modo che il flusso non si inverta e raggiunga quindi il cuore. Quest’azione può essere paragonata a quella di una spugna che viene spremuta mentre si cammina e funziona quindi come una pompa, un propulsore che spinge in su il sangue. La deambulazione, per effetto della pompa muscolare che “spreme” il sangue verso il cuore, favorisce il ritorno venoso. Questo accade in condizioni normali con vene sane, valide nelle loro pareti e nelle loro valvole. Quando le pareti delle vene si sfiancano e le valvole non tengono più, il sangue rallenta e ristagna (stasi venosa) fino ad arrivare all’inversione della circolazione venosa. In presenza di stasi venosa crampi notturni, dolori muscolari, pesantezza, stanchezza e parestesia degli arti inferiori sono i sintomi più comuni; tali sintomi peggiorano quando si mantiene la postura eretta o mentre si cammina, mentre diminuiscono con il riposo o tenendo le gambe elevate. La terapia elastocompressiva rappresenta uno dei possibili trattamenti nella cura della stasi venosa.

 

A fine giornata però, quando arriva il momento di togliere le calze elastiche o specifiche fasciature, possono comparire dolore, stress muscolare, formicolio come conseguenza della prolungata compressione degli arti.

 

APPROFONDIMENTO

 

Un disturbo molto diffuso che può incidere sulla qualità della vita.

evoluzione stasi venosa
evoluzione stasi venosa

 

L e vene sono i vasi attraverso i quali il sangue ritorna dalla periferia verso il cuore. Rispetto al percorso d’andata, quello di ritorno è, a tratti, più difficile perché “in salita”. Quando camminiamo, l’azione della muscolatura favorisce il ritorno venoso per il meccanismo della pompa muscolare aiutando così il corretto deflusso del sangue.
Quando siamo seduti o stiamo in piedi per lunghi periodi, invece, il sangue tende a ristagnare aumentando la pressione sanguigna nelle vene che si dilatano. Per questo motivo, a volte, le vene delle gambe hanno difficoltà a far defluire il sangue dalla periferia del nostro corpo al cuore.

Le manifestazioni di un disturbo circolatorio delle gambe sono molte:

  • Dolore o pesantezza alle gambe, spesso dopo lunghe ore in piedi.
  • Gonfiore di caviglie e polpacci.
  • Comparsa di capillari.
  • Comparsa di piccole macchie scure, come lividi, dovute alla rottura di piccoli vasi sanguigni.

Inoltre, nelle forme più gravi del disturbo si può notare:

  • Un indurimento di alcune aree della pelle delle gambe dovuto alla scarsa ossigenazione dei tessuti.
  • La comparsa di ulcere della pelle.

L’insufficienza venosa è un disturbo molto diffuso che colpisce soprattutto le donne: si stima che circa un quarto della popolazione femminile nei paesi industrializzati ne soffra. Non deve però essere considerata una malattia prettamente femminile, studi epidemiologici mostrano che, dopo i 50-60 anni di età, le differenze tra i due sessi si riducono. L’insufficienza venosa non è una malattia grave, ma può diventare cronica , progredendo nel tempo e aggravandosi. La qualità di vita delle persone colpite in questi casi può essere compromessa.

 

CAUSE

Conoscere l’insufficienza venosa per diventare consapevoli
di come contrastarla.

L’insufficienza venosa è dovuta principalmente a problemi del sistema venoso che gli impediscono di svolgere al meglio la sua funzione. Non si è ancora definito con certezza che cosa esattamente danneggi le vene, ma è ragionevole presumere che, con il tempo, l’alta pressione sanguigna nelle vene degli arti inferiori tenda a indebolire e logorare i vasi che si dilatano , facendo defluire il sangue dalla periferia verso il cuore con minor efficienza.

L’insufficienza venosa può anche insorgere come conseguenza di una trombosi venosa profonda o di una flebite oppure a causa di problemi muscolari e anomalie strutturali a livello del piede e della caviglia (piede piatto, piede cavo, valgismo), che compromettono l’azione della pompa muscolare delle gambe.

Le cause principali sono:

  • Vene e/o valvole danneggiate.
  • Difetti congeniti a carico di vene e/o valvole.
  • Pompa muscolare inefficace.
  • Trombosi venosa profonda.
  • Flebite.
  • Patologie che predispongono alla trombosi venosa

FATTORI DI RISCHIO

Storia personale e familiare, alterazioni strutturali e stile di vita.
Ecco i principali fattori di rischio.

Con il passare degli anni, chiunque può andare incontro a insufficienza venosa, tuttavia alcune persone sono più vulnerabili. Sono, infatti, ampiamente riconosciuti alcuni fattori di rischio, genetici e non, che predispongono alla malattia.
È importante sapere che alcuni dei fattori di rischio sono modificabili poiché legati allo stile di vita
. Intervenendo sulle abitudini di vita è possibile prevenire l’insufficienza venosa, alleviarne i sintomi e rallentarne l’evoluzione.

I principali fattori di rischio:

  • Età (> 40-50 anni).
  • Sesso femminile.
  • Presenza in famiglia di disturbi venosi.
  • Gravidanza.
  • Prolungata assunzione di ormoni (contraccettivi orali, terapia ormonale sostitutiva).
  • Dieta scorretta.
  • Sovrappeso.
  • Vita eccessivamente sedentaria.
  • Mancanza di esercizio fisico.
  • Professione che richiede prolungati periodi nella stazione eretta.

 

SINTOMI

Come riconoscere i sintomi dell’insufficienza venosa e gestirli.

I principali sintomi e segni dell’insufficienza venosa:

  • Caviglie e gambe gonfie.
  • Gambe stanche e pesanti.
  • Dolore diffuso alle gambe.
  • Prurito e formicolio alle caviglie.
  • Crampi notturni alle gambe.
  • Capillari visibili.
  • Comparsa di arrossamenti e macchie scure alle caviglie.
  • Vene varicose.

Come per altre patologie, anche nell’insufficienza venosa è importante prestare attenzione ai segnali che il nostro corpo ci invia e riconoscere i primissimi sintomi, così da poter intervenire quando il danno è facile da gestire e non è ancora irreversibile.

Sono sintomi che tendono ad aggravarsi nella stagione calda, ma l’insufficienza venosa non è un disturbo prettamente estivo, può manifestarsi anche in inverno.
Progressivamente i sintomi possono farsi più gravi e l’insufficienza venosa si può associare a vene varicose.

Le vene varicose o varici sono vasi eccessivamente dilatati, caratterizzati da un percorso tortuoso e ben visibili attraverso la pelle. È importante tener presente che si può soffrire d’insufficienza venosa anche in assenza di vene varicose . Con il progredire della malattia, il gonfiore può aggravarsi e interessare parti più estese della gamba e possono comparire arrossamenti della pelle e macchie scure dovute alla fuoriuscita di liquidi dai capillari dilatati nel tessuto sottocutaneo.

 

DIAGNOSI

Individuare l’insufficienza venosa può essere semplice
ed è il primo passo per affrontarla.

L’insufficienza venosa è una malattia relativamente facile da individuare. Per una prima diagnosi, è spesso sufficiente descrivere i sintomi al proprio medico curante. Una diagnosi accurata e precoce è fondamentale per impostare correttamente la terapia e per intervenire rapidamente. Per una diagnosi più approfondita, il paziente deve essere indirizzato a un angiologo o flebologo e sottoposto a una valutazione clinica completa e a esami diagnostici più approfonditi.

Le tecniche diagnostiche oggi disponibili sono semplici e sicure:

  • Eco-Doppler. È un esame semplice e indolore che permette sia di determinare la velocità e la direzione del flusso venoso sia di visualizzare la struttura delle vene delle gambe.
  • Angiografia. E’ un esame radiologico che permette di esaminare i vasi sanguigni tramite l’iniezione endovena di un mezzo di contrasto. Può essere eseguita mediante raggi X, TAC o risonanza magnetica.

 

TRATTAMENTO

Differenti terapie per contrastare l’insufficienza venosa.

In genere l’insufficienza venosa non rappresenta un rischio per la salute. In alcuni casi i sintomi possono essere alleviati con accorgimenti non invasivi:

  • Applicazione di preparati topici.
  • Assunzione di preparati sistemici.
  • Impiego di calze elastiche.
  • Interventi sulle abitudini e lo stile di vita.

Secondo la gravità dei sintomi, al paziente sarà raccomandata una terapia farmacologica e/o di compressione oppure un intervento più radicale sulla vena danneggiata, come la scleroterapia o la chirurgia. Qualunque sia la terapia indicata, l’intervento precoce è fondamentale per il buon esito del trattamento.

 

 Cosa possiamo fare a casa? come prevenire?

per non far diventare l’insufficienza venosa una patologia che può compromettere la nostra qualità di vita e dover ricorrere ad un intervento chirurgico possiamo fare molto.

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