IL PREGIUDIZIO DI CONFERMA: NON PROVATE A CONTRADDIRMI!

 

Vi siete mai chiesti come mai in una discussione o nelle scelte spesso pur avendo tanti elementi che dimostrato che state facendo la cosa errata invece di cambiare la vostra idea e fare la cosa giusta invece non li vedete anzi vi convincete che quella sbagliata è invece giusta?
Come mai per esempio in Politica si continua a dare Ragione ed a votare il “vostro partito” o “il candidato” pur sapendo che non gli dovreste dare il voto non rispettando più la vostra idea ma lo rivotate anzi lo difendente?

 

BEN SE VI STATE PONENDO QUESTA DOMANDA ALLORA SIETE FINITI DENTRO AD UN PROBLEMA SI CHIAMA PREGIUDIZIO DI CONFERMA

 

La mia esperienza Personale mi ha dato modo di verificare quanto Io ne sia stato colpito senza che me ne accorgessi minimamente per oltre metà della mia vita!

Il risultato è stato di  prendere decisioni “sbagliate”. La mia mente le considerava GIUSTE e non su base di una convinzione “Mistica” ma su un ragionamento dettagliato con una bella lista di Pro e Contro… Ma ero preda del PREGIUDIZIO DI CONFERMA semplicemente la mia mente evitava di proporre i contro reali…
La decisione era già stata presa, quindi non c’era modo di “metterla in discussione ma solo di confermarla…

Sembra poca cosa ma è una faccenda molto seria che può letteralmente distruggere la vostra vita!

Un Medico può elaborare una diagnosi errata che può far morire un paziente, un pilota far precipitare un aereo, Tu puoi ritrovarvi in situazioni pericolose..

 

Il pregiudizio di conferma è uno dei bis cognitivi a carico del nostro ragionamento. Tra questo genere di meccanismi è uno dei più studiati soprattutto a causa del suo “raggio d’azione”.

Nessuno sembra essere risparmiato dall’attaccamento alla prima idea/teoria/impressione che ha ricavato e per la quale si sottostimerà ogni altra informazione. Il problema è che se non sappiamo che esiste e ne possiamo essere influenzati non faremo nulla per evitare di finire in guai seri….

 

Niente contraddizioni

Il cervello umano si comporta come un potentissimo processore di informazioni, per evitare il sovraccarico a volte preferisce non analizzare ogni elemento, ma prendere una scorciatoia!

Il bias cognitivo è un modo impreciso di elaborare informazioni, un limitazione che ci può condurre a considerazioni fallaci.

ma cosa è il Bias cognitivo ?

Il bias attentivo (che fa parte del cognitivo) è un processo cognitivo che ci porta a considerare, analizzare e controllare tutti gli stimoli che potenzialmente sono minacciosi. La sua presenza nel quotidiano non lo rende un meccanismo del tutto inoffensivo a causa del suo legame con gli stati d’ansia.

Cos’è il bias attentivo?

Quando dobbiamo prendere una decisione spesso riteniamo sia giusto e assennato prendere in considerazione tutte le possibili alternative per dare una valutazione approfondita e quindi fare la scelta giusta  è questo che raccontiamo anche quando spieghiamo a qualcun’altro come siamo giunti a quella decisione!

In realtà però, è più probabile che ci focalizziamo solo su alcune possibilità, anzi su poche, ignorando le altre. Tale comportamento, assolutamente naturale, sano ed economico è il bias attentivo.

Ma quali sono le alternative “preferite”? Esiste una tendenza a prestare maggiore attenzione agli stimoli spiacevoli e minacciosi, lasciando sullo sfondo quelli che suscitano emozioni positive.

Molti sono stati gli studiosi che hanno cercato di dare una spiegazione a tale preferenza. La prospettiva evoluzionista secondo cui tale bias sia utile per la valutazione immediata delle minacce è tra le più gettonate.

In letteratura gli studi sono molteplici e hanno individuato molti processi attentivi che usiamo ogni giorno che vengono “colpiti” dal bias. Le informazioni minacciose vengono riconosciute con maggiore rapidità e richiedono anche un più nutrito insieme di energie/risorse per essere elaborate. Per il soggetto è anche più difficile distogliere l’attenzione da ciò che viene considerato minaccioso per cui la loro presenza intralcia, per così dire, l’esecuzione di altri compiti che non possono attingere a tutte le risorse.

Ovviamente non solo l’attenzione viene colpita, ma anche (come introdotto all’inizio) il processo decisionale. Stimoli paurosi o minacciosi impediscono di considerare equamente tutte le possibilità a sua disposizione.

Questo sembra a prima vista una buona cosa ma invece crea un grosso problema decisionale.

 

Storia Zen: Elefante, ovvero la percezione della realtà

pregiudizio storia zen del elefante

 

Elefante: a cosa è simile?

Un giorno un re radunò un certo numero di ciechi che non avevano mai fatto esperienza di un elefante e volle vedere cosa ne dicevano.

Uno toccando una gamba disse: “L’elefante è simile a un albero”. Un altro toccando una zanna disse: “L’elefante è simile a un bastone”. Uno toccando la proboscide disse: “L’elefante è simile a un serpente”. Il successivo toccando il ventre disse: “L’elefante è simile a un muro”. Uno toccandogli la coda disse: “L’elefante è simile a una corda”.

E si misero tutti a discutere gli uni contro gli altri, ciascuno convinto della propria opinione.

Il re li osservava divertito e disse:

E’ indiscusso che l’elefante è simile solo all’elefante. Ma costoro per colpa delle loro errate percezioni non abbandonano i loro errori.

Storia Zen

Quindi possiamo affermare che ognuno è un piccolo mondo a se stante.

Questa breve storia zen con la sua semplicità e saggezza ci invita a riflettere sui conflitti del mondo grandi e piccoli.

Ognuno di noi è diverso e unico. La nostra percezione della realtà si basa sul luogo di origine, sull’educazione, sulle esperienze e sulla nostra essenza, la nostra natura. Talvolta però rimaniamo chiusi in ciò che siamo senza aprirci a ciò che è diverso da noi, al nuovo allo sconosciuto ed emettiamo giudizi senza conoscere.

Aprire la mente…

Molto spesso camminiamo con i paraocchi e ci facciamo influenzare da ciò e chi ci circonda. Basta leggere messaggi e commenti sui social: quante volte ci capita di leggere parole a sproposito?

Quante volte l’istinto ci fa pensare solo ad un solo risultato? Quante volte il pensiero si fissa su delle convinzioni che chissà se ci appartengono davvero?

La realtà

Niente è come sembra… e a volte basta semplicemente fermarsi il giusto tempo a osservare la vita con attenzione e scorgere le cose per ciò che semplicemente sono. Togliere il superfluo: i pregiudizi e  i preconcetti per poter giungere alla vera essenza della vita in tutte le sue forme.

TORNIAMO AL NOSTRO TEMA BASE PREGIUDIZIO DI CONFERMA

Quindi quando prendiamo una decisione Metteremo  Tutta la nostra attenzione in base a quello che conosciamo (esperienza vissuta, conoscenza da istruzione e convincimenti personali)   sempre su quello che NOI consideriamo Minaccioso o pericoloso per noi….

Se ciò può sembrare ragionevole a prima vista, proviamo a pensare alle conseguenze nei casi di fobie o di patologie che individuano in stimoli apparentemente innocui un nemico, portando così il soggetto a delle scelte a prima vista meno comprensibili.

 

PREGIUDIZIO DI CONFERMA COME LAVORA E CI FA SBAGLIARE

Il pregiudizio di conferma lavora in modo tale che siamo portati per natura a considerare quelle informazioni che sono in accordo con ciò che pensiamo, per cui:

·         ci circondiamo di persone che la pensano come noi alimentando le nostre convinzioni

·         sovrastimiamo le informazioni in accordo

·         cerchiamo solo informazioni in accordo

·         sottostimiamo l’importanza delle informazioni in disaccordo.

Se parliamo di ragionamento vero e proprio, secondo lo psicologo Raymond Nickerson, gli individui cercano di confermare le loro ipotesi, ma non di metterle alla prova, rifuggendo in tal modo l’eventualità di essere sbugiardati. È importante sottolineare che il bias si presenta a prescindere dal livello di intelligenza.

 

Elaborazione individuale e fenomeni sociali

Secondo gli esperti di psicologia cognitiva, il pregiudizio di conferma ha una valenza individuale e allo stesso tempo sociale. La difesa delle proprie idee permette di proteggere la nostra stessa identità: se avete elaborato un’opinione lo avete fatto con cura e non è possibile prendere un granchio colossale, giusto?

Le idee che ci siamo fatti hanno anche un’impronta sociale. Da un lato probabilmente rispecchiano, almeno in parte, ciò che pensa il gruppo in proposito; non considerare più quelle idee ci fa sentire esclusi dal gruppo. A livello sociale però agisce favorendo la propaganda, il disprezzo per le opinioni degli esperti e il conformismo. Potete immaginare da soli casi di diffusione di informazioni errate che fanno presa sulla popolazione.

 

Psicologia del pregiudizio: scopriamone i meccanismi

 

Esempi storici di pregiudizio di conferma

Sempre Nickerson espone in un suo volume una serie di esempi storici che hanno alla base il pregiudizio di conferma. In campo religioso, la caccia alla streghe, ad esempio, ha portato alla nascita di tribunali specifici che giudicavano prove inconfutabili mettendo a morte migliaia di donne innocenti.

Nel campo della medicina a lungo ci si è concentrati sull’analisi di quei casi in cui il paziente recuperava lo stato di salute a seguito di una cura; ciò ha rallentato moltissimo la scoperta che alcune malattie hanno un decorso del tutto naturale.

La scienza, grazie al metodo scientifico che funziona in base al processo di falsificazione, dovrebbe essere al riparo dal bias, ma essendoci uomini dietro non si può mai essere certi.

Quindi adesso anche  Tu lo sai sei portatore del PREGIUDIZIO DI CONFERMA, questa consapevolezza e importate per la tua vita, saperlo ti farà porre una domanda cruciale sto agendo e decidendo in base PREGIUDIZIO DI CONFERMA o sto valutando correttamente la mia decisione?

Non è poca cosa se quella decisione potrà influenzare pesantemente la Tua Vita!

 

ABBI SEMPRE PRESENTE CHE …..

 

Roberto Pedaletti Naturopata

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