I FARMACI VACCINO COVID SONO PERICOLOSI?

di Roberto Pedaletti   Naturopata

30/05/2021

 

can we trust the covid 19 vaccines article thumbnail size

Questo non è un articolo breve quindi tutto dipende da quanto siete interessanti alla vostra Salute….

Ho voluto rispondere a questa domanda che certamente è una delle più importanti in questo momento storico.
Così ho iniziato a cercare sul Web le notizie, le fonti, Articoli ed ogni altra informazione possibile….

Ho inserito di volta in volta diversi “termini di ricerca”… e cosi per oltre più di un ora passata a vagliare pagine e pagine di Google..

Pag 1 – 2 …. pag. 20 … il 99% delle informazioni sono Tutte da fonti Vicine al Governo, di articoli fatti da Medici o organizzazioni PRO vaccino Covid… Perfino le Associazioni dei Consumatori che dovrebbero essere BEN CRITICHE o comunque valutare Tutte le varie Notizie fanno un “endorsement” a tutto campo su questi farmaci per loro le “morti da farmaco” o “le varie reazioni avverse” NON ESISTONO O SONO POCOA COSA… benché i numeri dicano ben altro…

Pare che TUTTI I FARMACI VACCINO SIANO COME CARAMELLE “ZIGULI'” BUONE E INNOCUI ! e che e solo una Punturina di poco conto…. e chi si oppone o protesta o ha dubbi UN DELIQUENTE ASSASSINO!

Quindi il 90% del popolo e purtroppo i Giovani dai 18 ai 45 anni che non AMANO MAI APPROFONDIRE O STUDIARE O FARSI DOMANDE TROPPO COMPLICATE sono nella COMPLETA IGNORANZA!

Già perchè come chiunque sa un pò del Web le persone che fanno “Ricerca su Google” si limitano a vedere al massimo le prime 3 PAGINE di ricerca!!! Insomma se stai a pagina 4 e come se di fatto hai un Negozio dentro un vicolo stretto e buio… difficile che qualcuno venga a comprare da te! ….

Quindi la strategia PRINCIPE DELLA DIINFORMAZIONE O DELLA INFORMAZIONE PILOTATA E’ SEMPLICE INONDARE DI INFORMAZIONI “PILOTATE” FATTE DA PROFESSIONISTI DEL WEB CHE CREANO PAGINE CON TECNICHE DI “SEO” ( il sistema che ti fa essere primo nella ricerca Gooogle) e con altre tecniche di “impaginazione e sviluppo web” che di fatto RELEGANO GLI ALTRI CHE FANNO INFORMAZIONE “CONTRARIA” E SONO NORMALMENTE “con poche risorse economiche ” NON AVENDO LE RISORSE MESSE IN CAMPO DAL GOVERNO E DALLE AZIENDE DI BIG-FARMA… PER FARE “SEO” AD ALTO LIVELLO A TROVARSI A PAGINA 12 DI GOOGLE!! QUINDI INVISIBILI….

Per dirla in maniera semplice se in un campo in piena notte ci sono delle persone con una “candela in mano” anche se la luce è poca Tutti la vedono… Quindi se non vuoi far vedere quelle luci o gli “elimini” o fai una cosa più semplice mandi altre persone pagate da te con potenti fari luminosi e li accendi … la loro luce sarà cosi forte che le “candele” pur essendo accese e ancora li saranno invisibili!

BENE MA ANDIAMO AL DUNQUE … SOTTO TROVERE UN “ESTRATTO” PRESO DA DIVERSI SITI TROVATI NEL WEB SE VORRETE APPROFONDIRE ALLA FINE DI QUESTO ARTICOLO TROVATE I LINK DOVE LI O COPIATI..

Differenze fra i vaccini Covid: cosa cambia fra loro

PUBBLICATO IL 22 MARZO 2021
fonte https://lamadonnina.grupposandonato.it/news/2021/marzo/vaccini-covid-differenze

I vaccini anti-Covid prodotti da Astrazeneca, Johnson&Johnson, Pfizer e Moderna non sono uguali fra loro. L’esperto ci spiega meglio cosa li distingue.

I vaccini contro il nuovo Coronavirus sono finalmente arrivati, tuttavia, nonostante se ne parli molto, non c’è sempre chiarezza su come funzionano e cosa differenzia l’uno dall’altro.

Una macro classificazione è quella che li vede divisi nelle due categorie:

  • a vettore virale come i vaccini Vaxzevira di AstraZeneca e Janssen di Johnson&Johnson;
  • a mRNA come i vaccini Pfizer e Moderna.

Il Dott. Giorgio Massarotti, specialista Immunologo Clinico ed Allergologo della Casa di Cura La Madonnina, approfondisce le differenze tra i due vaccini.

Come funzionano i vaccini Covid-19

Il vaccino, come ricorda l’ISS, è un farmaco che induce il sistema immunitario a produrre anticorpi capaci di combattere i microrganismi responsabili di una malattia.

I vaccini, e così anche quelli per il Covid-19, non sono tutti uguali, ma utilizzano tecnologie e approcci differenti per produrre nell’organismo una risposta immunitaria che impedisca lo sviluppo della malattia. Vediamo in cosa differiscono.

Vaccini a vettore virale: cosa sono e come funzionano

“Come dice l’espressione stessa – approfondisce il Dott. Massarotti – questi farmaci utilizzano come ‘vettore’ un virus, modificato in laboratorio e totalmente inattivato, capace di portare alle cellule immunitarie l’informazione della proteina Spike, utilizzata dal Sars-Cov-2 per infettare le nostre cellule.

MA PRIMA DI PROSEGUIRE ECCO UNA BELLA DOMANDA … “COSA E’ UN APROTEINA SPIKE?”

La sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2 (SARS-CoV-2) è il virus alla base dell’epidemia mondiale della malattia COVID-19. Una delle caratteristiche biologiche chiave del SARS-CoV-2, così come di molti altri virus, è la presenza di proteine ​​spike che consentono a questi virus di penetrare nelle cellule ospiti e causare infezioni.

“mia osservazione.. quindi notate un fatto … la Proteina Spike è usata da migliaia di altri virus”

Funzioni della proteina Spike

La proteina S è una proteina di fusione transmembrana di tipo I altamente glicosilata e di grandi dimensioni composta da 1.160 a 1.400 amminoacidi, a seconda del tipo di virus.

Rispetto alle proteine ​​M ed E che sono principalmente coinvolte nell’assemblaggio del virus, la proteina S gioca un ruolo cruciale nella penetrazione delle cellule ospiti e nell’avvio dell’infezione.

In particolare, la presenza di proteine ​​S sui coronavirus è ciò che dà origine alle sporgenze a forma di punta che si trovano sulla loro superficie.

QUINDI.. il farmaco (tutti) attivano una sequenza su L’RNA che è l’acido ribonucleico responsabile per la produzione di proteine. In particolare, è l’RNA messaggero (mRNA) che viene prodotto nel nucleo in fase di duplicazione del DNA e che contiene le informazioni necessarie alla sintesi di proteine nel citoplasma. Somministrare direttamente mRNA nella cellula significa favorire la produzione specifica di una proteina, ovvero fornire la corretta sequenza nucleotidica che codificherà per un amminoacido. Nel caso di SARS-CoV-2, è la glicoproteina Spike (S) che determina la specificità del virus per le cellule epiteliali del tratto respiratorio.

CONTINUIAMO CON ARTICOLO PRINCIPALE…..

Entrando in contatto con la Spike, i linfociti T del nostro organismo si attivano contro di essa:

  • producendo anticorpi specifici;
  • trasmettendo ai linfociti B l’indicazione di sintetizzare quelli definitivi;
  • mantenendo l’informazione per il futuro”.

Vaxzevira di Astrazeneca e Johnson&Johnson

Sia il vaccino Vaxzevira (Astrazeneca) che Janssen (Johnson&Johnson) utilizzano come vettore virale adenovirus, ovverosia dei virus, molto comuni, responsabili del raffreddore e della faringite, che vengono inattivati, quindi sono incapaci di replicarsi e di infettare l’organismo ricevente.

  • Vaxzevira (precedentemente denominato Vaccino Covid-19 AstraZeneca) utilizza un adenovirus tipico degli scimpanzé;
  • Janssen (di Johnson&Johnson) un adenovirus umano (Ad26).

Poco dopo aver svolto la sua funzione, il virus vettore presente nel vaccino viene, ad ogni modo, eliminato dall’organismo.

I vaccini a mRNA

“In questa tipologia di vaccini – continua il Dott. Massarotti -, vengono utilizzate delle molecole di RNA messaggero (mRNA) modificato che, come dice l’espressione stessa, consegnano alla cellula un ‘messaggio’ per sintetizzare, nel caso specifico, la proteina Spike del Covid-19.

Entrato nella cellula, dunque, il vaccino fornisce a questa le istruzioni necessarie per la sintesi della Spike, attivando i linfociti T del sistema immunitario, che a loro volta trasmettono ai linfociti i B l’’ordine’ di sintetizzare anticorpi.

Poco dopo aver consegnato il messaggio, l’mRNA si degrada naturalmente”.

Comirnaty/Pfizer e Moderna

I vaccini Comirnaty/Pfizer e Moderna utilizzano entrambi RNA (messaggero) per la produzione della proteina Spike del Sars-Cov-2. Sia il Comitato Tecnico Scientifico (CTS), che l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) li hanno valutati come equivalenti.

Quanto sono efficaci

L’efficacia di vaccini a vettore virale come Vaxzevira​​​​​​​ (Astrazeneca) vaccini con RNA messaggero come Pfizer sono equivalenti?

“Entriamo, qui, in un punto molto importante sul quale è opportuno fare chiarezza”, specifica il Dott. Massarotti.

L’efficacia dei vaccini a vettore virale

“Per quanto riguarda Vaxzevira​​​​​​​ di Astrazeneca, complessivamente l’efficacia dimostrata nella prevenzione della malattia sintomatica è del *59,5%(1). Nei soggetti cui dopo 12 settimane è stata somministrata la seconda dose, a 14 giorni da questa, la cifra sale a 82,4 %.

Per lo Janssen di Johnson&Johnson, nelle forme più gravi il vaccino arriva fino ad una copertura del *77%(2) dopo 14 giorni dalla somministrazione e dell’85%, dopo 28 giorni da questa.

L’efficacia dei vaccini a mRNA

Il vaccino Comirnaty/Pfizer, invece, è stato dimostrato prevenire al *95%(3)   il numero dei casi della malattia sintomatica da Covid-19.

Il Moderna, infine, ha un’efficacia di prevenzione della malattia sintomatica da nuovo Sars-Cov-2 del *94,1%(4).

“Quello che è importante ricordare in relazione all’efficacia dei due vaccini a vettore virale – specifica il Dott. Massarotti – è che, pur offrendo una copertura parziale, qualora il soggetto vaccinato contraesse il Covid-19, la malattia sarebbe meno invasiva e rischiosa”.

I vaccini Vaxzevira​​​​​​​ (Astrazeneca) e Janssen, infatti, a seguito di un periodo in cui il sistema immunitario non ha ancora prodotto anticorpi (periodo finestra), che ha una durata di alcune settimane dalla prima o, nel caso di Janssen, unica dosesi sono dimostrati ridurre significativamente il rischio di ospedalizzazionequindi anche di *terapia intensiva”(5).

 

Offrono protezione da subito?

La protezione del vaccino, come scritto sopra, non è immediata, ma c’è il “periodo finestra” necessario all’organismo per sviluppare gli anticorpi:

Copertura vaccini a vettore virale

Con Vaxzevira​​​​​​​​​​​​​​ di Astrazeneca la protezione inizia da circa 3 settimane dopo la somministrazione della prima dose. Tuttavia, fino a 15 giorni dopo la seconda dose, la protezione potrebbe essere incompleta.

Con il vaccino di Johnson&Johnson l’insorgere della protezione è stato osservato dal 14° giorno a salire nei successivi.

Copertura vaccini a mRNA

Con Comirnaty/Pfizer l’efficacia contro il virus è stata dimostrata dopo una settimana dalla seconda dose.

Con Moderna l’efficacia è stata completata dopo due settimane dalla seconda dose.

Provocano la malattia?

No, perché veicolati da virus inattivati o non presenti affatto.

Proteggono solo il vaccinato

Il vaccino, sia a vettore virale che a mRNA, protegge la persona che lo riceve ma, con il procedere della campagna vaccinale, il virus inizierà a circolare meno e si potranno, così, tutelare anche quelle persone che per vari motivi non si possono sottoporre a questa terapia.

Studi in corso stanno verificando la possibilità del vaccinato asintomatico di infettare gli altri, pertanto è fondamentale continuare le consuete procedure di sicurezza

  • utilizzo della mascherina;
  • igienizzazione delle mani;
  • mantenimento delle distanze di sicurezza.

Quanto dura la protezione

La durata della protezione offerta sia dai vaccini a vettore virale che quelli a mRNA non è ancora definita, in quanto è trascorso solo un anno dall’inizio della pandemia.

Studi al riguardo indicano una potenziale copertura di 9-12 mesi, ma si sta studiando la possibilità della vaccinazione di durare più a lungo o se saranno necessari richiami.

Questa è l’opinione di questo articolo… ma andiamo oltre…

 

Vaccini per il Covid-19: sono sicuri ed efficaci?

Vaccini per il Covid-19: ci possiamo fidare? Sono sicuri ed efficaci?

fonte   https://www.med4.care/vaccini-covid-19/

In questo articolo approfondiamo il tema dei vaccini per il Covid-19 con due domande sostanziali.

I vaccini che verranno somministrati alla popolazione sono realmente sicuri?

I vaccini contro il Covid-19 riducono il contagio nella popolazione o la mortalità per il Covid-19?

Cerchiamo di capirlo assieme.

Di quali vaccini parliamo? I vaccini Covid-19 e le case farmaceutiche: poca scienza e tanti annunci pubblicitari

Riassumiamo le informazioni note riguardo i principali vaccini contro il Covid-19 che sono già stati preparati e a breve saranno disponibili per la somministrazione alla popolazione.

L’annuncio di Pfizer

Ha iniziato l’azienda farmaceutica Pfizer, annunciando che ha sperimentato il proprio vaccino contro il Covid-19 su 44.000 volontari totali, registrando un tasso di infezione di 8 persone nel gruppo-vaccino contro 162 nel gruppo-placebo, presentando perciò un’efficacia pari al 90% (1).

L’annuncio di Moderna

Poco tempo dopo l’azienda farmaceutica Moderna annuncia che ha sperimentato il proprio vaccino contro il Covid-19 su 30.000 volontari totali, registrando un tasso di infezione di 5 persone nel gruppo-vaccino contro 90 nel gruppo-placebo, presentando perciò un’efficacia pari al 95% (2).

L’annuncio di AstraZeneca

Riguardo il vaccino di AstraZeneca, risulta che mezza dose sia più efficace della dose intera per via di un dosaggio sbagliato dato ai volontari e poi scoperto soltanto casualmente (5).

 

Importanza dei vaccini e posizioni no-Vax

Vogliamo precisare, prima di procedere, che il nostro commento è relativo solo ai vaccini per il Covid-19 e la nostra posizione non è contraria ai vaccini come principio generale, anzi. I vaccini hanno segnato dei passi enormi nella storia della medicina. Malattie un tempo gravissime come il vaiolo, il morbillo, la poliomielite sono state debellate efficacemente con l’utilizzo di vaccini sicuri ed efficaci. Ma che hanno richiesto, dopo la verifica dell’innocuità, anni e anni di studi sull’efficacia del vaccino e continue revisioni e rimodellamenti per poter produrre un farmaco efficace da distribuire a tutta la popolazione.

 

Il vaccino è un farmaco. Tutti i farmaci hanno effetti collaterali anche gravi

Sì, perché il vaccino è un farmaco. Che come dice la parola stessa, dal greco antico pharmakon, significa VELENO. Ogni farmaco, ogni sostanza, ha una azione che è positiva su alcuni aspetti dell’organismo e negativa su altri. Non esiste alcun farmaco privo di effetti collaterali. Al massimo possono essere minori ma mai inesistenti. Pensiamo alla banale aspirina per esempio, farmaco che ogni anno fa migliaia di morti per sanguinamenti dovuti ai suoi effetti collaterali. Eppure è diffusamente utilizzata.

Quindi è impensabile ritenere che un farmaco, e quindi anche un vaccino, debba avere nessun effetto collaterale anche grave. Tutti i farmaci li presentano, vaccini compresi. Quello che conta è la quantità. Se sono pochi in relazione all’utilizzo. Quando viene autorizzato un farmaco si fa un calcolo statistico di quante vite quel farmaco è in grado di salvare rispetto a quante vite può mettere a repentaglio. E se il rapporto è favorevole, allora quel farmaco viene autorizzato perché, in media, a livello statistico, fa più bene che male.

Così è per tutti i farmaci e quindi anche per i vaccini. Per esempio, somministrando il vaccino del morbillo, qualche sfortunato può sviluppare il morbillo in forma severa, e addirittura morirne. Io personalmente dopo aver ricevuto una dose di vaccino per il morbillo ho manifestato il morbillo vero e proprio, con febbre alta e rush cutaneo, probabilmente in forma un po’ più attenuata rispetto a quanto poteva accadermi se lo avessi preso in forma standard. Comunque sia, il numero esiguo di questi soggetti che vanno incontro a problemi per via del vaccino va paragonato all’enorme numero di persone che morirebbero o avrebbero conseguenze gravi per via della malattia. E di conseguenza si “accetta” il rischio. Ed è giusto così in una logica di popolazione.

Perplessità sull’impiego dei vaccini Covid-19 senza adeguata sperimentazione

Altra cosa invece è diffondere e somministrare un vaccino prodotto in tempi brevissimi. Sperimentato in vitro e poi in vivo con degli evidentissimi limiti come vedremo in questo articolo.

Ancora lo scorso luglio 2020 avevamo manifestato delle perplessità riguardo quale sarebbe stata l’efficacia reale in vivo del vaccino. Una cosa è l’efficacia in vitro e un’altra l’efficacia in vivo, contro il virus vero e proprio.

Veniamo ora ad analizzare i Vaccini Covid-19 più noti e rispondiamo alla prima domanda:

I vaccini covid-19 sono davvero innocui?

Per stabilirlo possiamo solo riferirci ai dati che le case farmaceutiche hanno fornito. Essi riguardano gli effetti collaterali dopo la somministrazione, che possiamo così sintetizzare:

Effetti collaterali precoci per il vaccino Covid-19 di Moderna:

  • mialgia grave nel 9% dei casi
  • affaticamento grave nel 10% dei casi

Effetti collaterali precoci per il vaccino Covid-19 di Pfeizer:

  • stanchezza grave nel 4%
  • cefalea grave nel 2%

Il problema latente degli effetti collaterali precoci

Molti effetti collaterali precoci assomigliano a sintomi del Covid-19 (febbre lieve, stanchezza, dolori muscolari). Come poter essere sicuri che questi sintomi siano riferiti al vaccino e non invece a una infezione da Covid-19?

Si presumerebbe che siano stati fatti tamponi ogni volta che si siano manifestati questi effetti collaterali per escludere che si tratti di sintomi di Covid-19. Eppure pare proprio che non siano stati fatti. Non ci sono dati in proposito.

I tamponi non vengono fatti a tutti i protagonisti della sperimentazione, ma come si legge nei protocolli di prova, c’è un linguaggio esplicito che istruisce gli investigatori ad utilizzare il loro giudizio clinico per decidere se indirizzare i soggetti vaccinati a fare un tampone faringeo. In base ai sintomi e non in modo oggettivo ed automatico. Quale tampone poi effettuano i vaccinati? Quello rapido o quello molecolare classico? Non è dato saperlo. Eppure cambia moltissimo per via della grande quantità di falsi negativi del tampone rapido.

In questo modo non si può escludere affatto che alcuni dei soggetti vaccinati abbiano in realtà contratto il virus e non piuttosto avuto degli effetti collaterali. Questo potrebbe ridurre di molto l’efficacia del vaccino stesso.

Il problema degli effetti collaterali tardivi

Riguardo ad effetti collaterali o reazioni tardive nulla si può ancora sapere, dal momento che la sperimentazione riguardante la innocuità iniziale si è conclusa da troppo poco tempo.

Veniamo ora alla seconda domanda: i vaccini contro il Covid-19 sono efficaci?

Efficacia dei vaccini contro il Covid-19

E’ ovvio pensare che sia stata misurata l’efficacia dei vaccini contro il covid-19 prima di distribuirli a tutti. Efficacia sia in termini di riduzione della infezione che di riduzione della gravità dell’infezione stessa. Altrimenti, a cosa servirebbero i vaccini!?

LA TABELLA E’ NELLA PAGINA UFFICIALE IO QUI NON LO COPIATA… QUINDE SE VOLETE VEDERLA ANDATE AL LINK…

 

Efficacia dei vaccini Covid-19 nella riduzione della trasmissione della malattia nella popolazione

Leggiamo dalla tabella qui sopra che negli obiettivi dei trial non c’era la riduzione della trasmissione della malattia nella popolazione. Sì, avete capito bene. I sistemi di controllo del vaccino non sono stati creati per sapere se sono in grado di ridurre la trasmissione del virus.

Intervistato in proposito, Tal Zaks, responsabile di Moderna, ha dichiarato che “il nostro trial non dimostrerà la capacità di prevenire la trasmissione, perché per fare questo sarebbe necessario sottoporre a tampone le persone due volte alla settimana per un periodo di tempo molto lungo, il che rende l’operazione non fattibile” (6).

Quindi ricapitoliamo: coloro che hanno ricevuto il vaccino non vengono testati con tampone sistematico per sapere se diventano positivi o meno. Quindi come facciamo a sapere se il vaccino serve a qualcosa se poi non lo verifichiamo?

Efficacia dei vaccini Covid-19 nella riduzione della gravità della malattia nella popolazione

Parimenti, nemmeno l’efficacia sulla riduzione della gravità di malattia è stata testata. Sarebbe necessario verificare se le persone che, pur vaccinate, presentano infezione da Covid-19 abbiano una condizione di minore gravità. Potrebbero in questo caso essere utili come valutazione i giorni di ricovero ospedaliero, il ricovero in terapia intensiva o la mortalità. Ma non è stato verificato e non ci sono studi in corso in merito (6).

Se i vaccini Covid-19 non sono stati testati in merito all’efficacia, da dove si ricava il dato sul 95% di efficacia dichiarato dalle case farmaceutiche?

I dati rilasciati sull’efficacia dei vaccini Pfizer e Moderna non sono stati ricavati con uno studio specifico sull’efficacia di questi vaccini. Sono ricavati invece come valutazione secondaria rispetto allo scopo dello studio, che era destinato a verificare la non tossicità e non l’efficacia appunto (2). Questo tipo di annuncio è sicuramente contro l’etica della scienza e ci fa nutrire delle perplessità sull’oggettività scientifica dello stesso.

Teniamo presente che questi dati non si riferiscono all’efficacia del vaccino nel tempo, perchè, per stessa ammissione dei responsabili delle ditte produttrici, questo dato non è stato valutato.

Questi dati perciò si riferiscono alla performance del vaccino a brevissimo termine e non a medio termine come ci si attenderebbe, cioè con dati a 3 mesi, 6 mesi o 1 anno. In questo modo i dati non sono comparabili a quelli di altri vaccini efficaci, come per esempio quelli dell’influenza, che sono valutati nell’arco dell’intera stagione.

L’esclusione dalla sperimentazione delle categorie più importanti

Dai dati rilasciati spicca particolarmente che siano stati escluse dalla sperimentazione le categorie di popolazione più importanti: gli adolescenti e gli anziani.

Efficacia dei vaccini Covid-19 sugli adolescenti? Riduce la trasmissione?

Gli adolescenti ben sappiamo che sono la categoria che più facilmente tende ad essere fonte di contagio per gli altri. Quindi sarebbe stato utile verificare se il vaccino sia in grado di ridurre la trasmissione in questi soggetti. Ma il vaccino sugli adolescenti nemmeno è stato sperimentato!!! E poi dovremmo somministrarglielo senza nemmeno averlo verificato?

Efficacia dei vaccini Covid-19 sugli anziani? Riduce la gravità?

Gli anziani ben sappiamo che sono la categoria più a rischio di mortalità. Quindi sono i soggetti che per primi dovrebbero essere protetti e vaccinati. Ebbene, il vaccino non è stato sperimentato su di loro. Come è possibile non sperimentare un farmaco sulla categoria per la quale dovrebbe essere maggiormente efficace?

Conclusione: i vaccini per il Covid-19 sono efficaci?

Non ci sono dati per stabilire se i vaccini per il Covid-19 siano efficaci. I dati grezzi sugli studi non sono resi disponibili per verifiche indipendenti.  Eppure la loro efficacia ci viene sbandierata dalle istituzioni e dagli organi di governo in modo quasi univoco. Molti scienziati (1) si levano a richiedere a gran voce i dati per poter valutare questi farmaci che verranno somministrati in modo superficiale e a cuor leggero e senza una reale verifica di efficacia.

Ci associamo anche noi all’appello della comunità scientifica perchè le persone vaccinate siano sottoposte a valutazione continua dell’efficacia del vaccino sulla trasmissione e sulla gravità della malattia, con tamponi seriati e verifiche continue e indipendenti. Solo così sarà possibile stabilire se è opportuno o meno vaccinare l’intera popolazione a cuor leggero.

Fino a che non saranno forniti dati certi è ovvio che serpeggi il sospetto che si tratti di un’operazione commerciale.

Dott. Marco De Nardin

ALTRA DOMANDA MOLTO SERIA

Le persone con malattie autoimmuni possono fare il vaccino contro il Covid-19?

https://www.marionegri.it/magazine/vaccino-covid-malattie-croniche

Le malattie autoimmuni sono malattie che si manifestano quando il sistema immunitario funziona male: le sue cellule anziché aggredire patogeni presenti nell’ambiente esterno attaccano tessuti e organi del proprio organismo.

Per ostacolare questi eventi di “autodistruzione”, i pazienti con malattie autoimmuni devono assumono farmaci che interferiscono con il sistema immunitario.

Quando si presenta la possibilità di sottoporsi ad un nuovo vaccino, le persone che convivono con malattie autoimmuni hanno una preoccupazione in più rispetto a tutti gli altri.

Tra le patologie autoimmuni più conosciute ritroviamo:

  • malattie reumatiche infiammatorie come l’artrite reumatoide o il lupus;
  • malattie infiammatorie intestinali come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa;
  • malattie infiammatorie croniche come la psoriasi;
  • malattie neurodegenerative come la sclerosi multipla.

Il vaccino può attivare in modo pericoloso il sistema immunitario aggravando la malattia? I farmaci immunosoppressori presi per curare la loro malattia possono interferire con l’efficacia del vaccino? Questi due dei dubbi più comuni che i pazienti presentano ai loro medici.

Nel caso dei vaccini contro il Covid-19, purtroppo, non c’è ancora molto da dire in modo definitivo sulle reazioni di questi pazienti, perché la loro categoria non è stata inclusa negli studi clinici. Questo non è esclusivo dei vaccini contro il nuovo coronavirus: è comune che le sperimentazioni sui vaccini inizino studiando solo persone sane senza condizioni mediche o farmaci che potrebbero influenzare i risultati. Però, anche se questi pazienti non possono partecipare agli studi clinici iniziali, questo non significa che i pazienti non possano ricevere il vaccino.

Malattie autoimmuni e vaccino contro il Covid-19: risposte ai dubbi più frequenti

In assenza di dati specifici derivanti da studi clinici condotti su pazienti affetti da malattie croniche infiammatorie e autoimmuni, gli esperti rispondono così.

I VACCINI COVID-19 POSSONO ATTIVARE IL SISTEMA IMMUNITARIO IN MODO NON SICURO?

Secondo le principali società scientifiche, i vaccini attualmente usati nella campagna del Ministero della Salute, sono vaccini a mRNA e quindi non contengono virus “vivi attenuati” ma solo frammenti di questa molecola. Questo riduce le preoccupazioni sulla loro sicurezza se somministrati a persone immunocompromesse. Come per qualsiasi cosa, però, occorre monitorare attentamente i pazienti appartenenti a questa categoria quando si sottoporranno alla vaccinazione.

Occorre poi considerare anche un altro aspetto. Molte malattie autoimmuni o infiammatorie sono caratterizzate da fasi di riacutizzazione dei sintomi e dei segni, durante le quali in genere si interviene con un potenziamento o una ripresa delle terapie. Sebbene non vi siano ancora dati derivanti da studi clinici, gli specialisti ritengono non opportuno sottoporre i pazienti a vaccinazione durante i periodi in cui la malattia si manifesta di nuovo in fase più acuta: occorre, quindi, attendere un suo miglioramento.

I VACCINI FUNZIONANO ANCHE NEI PAZIENTI IMMUNOCOMPROMESSI?

Oltre alle domande sulla sicurezza, ci sono preoccupazioni per quanto riguarda l’efficacia. Le persone che assumono farmaci immunosoppressori avranno una risposta più attenuata al vaccino contro il Covid-19? La risposta a qualsiasi vaccino di un paziente immunocompromesso è effettivamente meno forte rispetto a quella di una persona sana. Questo perché l’organismo di un paziente immunocompromesso è indebolito e non riesce a costruire una risposta immunitaria forte, in generale.

Un esempio sono i pazienti che devono essere vaccinati contro l’influenza e che assumono metotrexato, farmaco che influenza la risposta immunitaria, o farmaci biologici. Al momento non ci sono ancora dati che suggeriscono se o in che misura l’efficacia dei vaccini COVID-19 possa essere ridotta in questa categoria di pazienti. Man mano che medici e ricercatori raccoglieranno queste informazioni, si potrà arrivare a un regime di dosaggio diverso o ad ottenere il richiamo prima rispetto ad altre categorie di pazienti.

I PAZIENTI IN CURA CON FARMACI ANTIINFIAMMATORI E IMMUNOSOPPRESSORI DEVONO SOSPENDERE LA TERAPIA IN VISTA DELLA VACCINAZIONE O POSSONO PROSEGUIRLA?

Anche per questa domanda non c’è una risposta sicura, perché non c’è esperienza che derivi dagli studi clinici condotti su pazienti con malattie autoimmuni o infiammatorie.

Comunque, secondo gli esperti la somministrazione di farmaci immunosoppressori in concomitanza della vaccinazione potrebbe ridurre la risposta al vaccino. Per precauzione, quindi, si suggerisce di sospendere la terapia o di rinviarla se questo non compromette la condizione del paziente.

Questa valutazione spetta in ogni caso al medico curante. Resta tuttavia difficile stabilire quanto dovrà durare la sospensione.

QUALI POSSONO ESSERE GLI EFFETTI COLLATERALI DEI VACCINI IN UN PAZIENTE IMMUNOCOMPROMESSO?

Un’altra preoccupazione comune riguarda gli effetti collaterali attesi dai vaccini Covid-19. In generale qualsiasi tipo di vaccino provoca effetti collaterali lievi.

Dalle prime osservazioni, il vaccino contro il Covid-19 presenta queste reazioni:

  • dolore nelle sede di iniezione;
  • affaticamento e stanchezza;
  • mal di testa;
  • dolori muscolari;
  • rigidità articolare.

L’esperienza maturata nelle prime fasi della campagna vaccinale e quella ricavata dagli studi clinici suggeriscono che gli effetti collaterali immediati sembrano abbastanza limitati, mentre poco o niente si può dire su gli effetti a lungo termine.

MIA NOTA … Chiaramente alla fine di questo articolo BEN SAPENDO i rischi anzi la TOTALE MANCANZA DI INFORMAZIONI O DATI il redattore dell’articolo consiglia la Vaccinazione Covid!!! …. Adesso da cittadino normale con un minimo di “intelligenza” sapendo dai dati che il Covid da mesi e una malattia “con bassa contagiosità e mortalità” e che altra cosa “strana” chi soffre di malattie autoimmuni spesso usa PROPRIO ALCUNE DEI  FARMACI CHE VENGONO USATI NELLA TERAPIA DOMICILIARE DEL COVID!!! e come dice il redattore del articolo le persone che hanno queste malattie sono a carattere autoimmune o infiammatoria e quindi gli facciamo un farmaco che tra gli affetti avversi ha proprio questi due effetti avversi???

ADESSO PER ULTIMO O LASCIATO LA DOCUMENTAZIONE (PARZIALE) DELLE  ASSOCIAZIONI CONTRO QUESTI FARMACI !

è solo un estratto di alcune parti del articolo che trovate sempre al link… sotto e se volte approfondire andate a leggerlo … tra l’altro in questo blog nella sezione degli articoli “post e Notizie Bannati dai Social e Oscurati dai Media” trovate altre informazioni

fonte https://www.movimento3v.it/io-non-mi-vaccino-perche/

Perché non sono una cavia

(PS. i numeri non sono in sequenza o riportato solo alcuni delle parti del articolo) 

I vaccini contro il Covid attualmente in uso in Italia, di marca Pfizer, Moderna e Astrazeneca, hanno ricevuto “l’autorizzazione all’immissione in commercio subordinata a condizioni”, non sono quindi stati ancora approvati in via definitiva e al momento mancano molti dati sulla sicurezza e sull’efficacia che, soprattutto nel medio e lungo termine, di fatto verranno ottenuti dopo un largo uso sulla popolazione, come confermato anche dal simbolo di sottoposizione a monitoraggio addizionale apposta nel bugiardino.

2. Perché potrei comunque ammalarmi

I vaccini previsti per il Covid 19 non sono mai completamente efficaci.

Pfizer dichiara un’efficacia del vaccino al 95%; la percentuale riportata si riferisce tuttavia a meno di 200 casi Covid su 36.000: la stragrande maggioranza dei placebo della sperimentazione non ha contratto il Covid, così come la stragrande maggioranza dei vaccinati. Rispetto al campione attualmente considerato, la riduzione del rischio di contrarre il Covid, è di meno dell’1%.

Importanti dubbi sono sollevati in un articolo del British Medical Journal, che stima l’efficacia tra il 19% e il 29% e rileva la drammatica necessità di poter accedere ai dati grezzi per i vaccini a mRNA di Pfizer e Moderna:

4. Perché potrei diffondere varianti più pericolose del virus

Il SARS-CoV-2 ha già mostrato di creare varianti con gran frequenza, molto più del virus dell’influenza.

Una ricerca del 2015 dimostra che una vaccinazione “imperfetta” (cioè se non è efficace, non impedisce i contagi e non elimina il microbo) aumenta le varianti peggiori.

5. Perché non si conoscono reali statistiche sul virus, ma solo quelle basate su tamponi inaffidabili

Le statistiche in base alle quali, da mesi, la politica impone provvedimenti restringenti delle libertà individuali si basano unicamente sulla rilevazione del virus attraverso tamponi la cui inaffidabilità è stata sottolineata recentemente anche dalla stessa OMS, mentre i fattori epidemiologici tradizionali non vengono considerati.

Perché esistono cure efficaci per il Covid

Esistono molte terapie valide a contrastare la malattia, con pochi effetti collaterali o addirittura nessuno, quali ozonoterapia, endovena di vitamina C, idrossiclorochina, azitromicina, antinfiammatori fans, cortisonici, eparina.

Ozonoterapia

“L’ozono terapia sistemica sembra utile nel controllare l’infiammazione, stimolare l’immunità e come attività antivirale e fornire protezione dalle sindromi coronariche acute e dal danno da riperfusione ischemica, suggerendo così una nuova metodologia di terapia immunitaria.”

Idrossiclorochina

L’uso di idrossiclorochina su pazienti COVID-19 ospedalizzati è associato a una netta riduzione della mortalità.

Vitamina C

Frontiers in immunology, “La lunga storia della vitamina C: dalla prevenzione del raffreddore comune al potenziale aiuto nel trattamento del COVID-19”: https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fimmu.2020.574029/full

Vitamina D

Uno studio pubblicato in data 14 gennaio 2021 mostra come la somministrazione di vitamina D in soggetti affetti da Covid-19 con patologie pregresse abbia potenziali effetti positivi sul decorso della malattia.

I pazienti inclusi nello studio, di età media 74 anni, sono stati trattati con le terapie protocollate per questo contesto e, in 36 soggetti su 91 (39.6%), con una dose elevata di vitamina D per 2 giorni consecutivi.

Nei soggetti che hanno assunto il colecalciferolo, il rischio di andare incontro a decesso o trasferimento in terapia intensiva si è ridotto di circa l’80% rispetto ai soggetti che non l’hanno assunto.

Desametasone

ANSA, “Coronavirus: desametasone può salvare 650.000 vite in 6 mesi”:

Enoxaparina

Tecnica ospedaliera: “Enoxaparina, un farmaco di vitale importanza nel Covid-19”

Cure domiciliari

Clinical and Medical Investigations, “Come trattare i pazienti COVID-19 a casa”: https://www.oatext.com/pdf/CMI-5-207.pdf

Perché non si conoscono gli effetti collaterali a medio e lungo termine del vaccino

Gli effetti indesiderati rilevati dalle case farmaceutiche attualmente sono solo quelli avvenuti entro 7 giorni circa dalla somministrazione, come riportato dal FDA – U.S. Food and Drug Administration. Non ci sono quindi dati su eventuali eventi avversi a medio e lungo termine.

Non è possibile escludere danni di lungo periodo e malattie ereditarie, compreso il tumore, come enunciato nello studio in attesa di pubblicazione “Vaccino Covid-19: The Worst Case Scenario”.

9. Perché gli effetti collaterali potrebbero comprendere la morte

EudraVigilance, la Banca dati europea per la gestione e l’analisi delle segnalazioni di sospette reazioni avverse ai medicinali autorizzati evidenzia 8.430 decessi al 24 aprile 2021 a seguito alla somministrazione del vaccino (4524 dopo il vaccino di Pfizer, 2283 dopo il vaccino Moderna, 1579 dopo il vaccino AstraZeneca, 44 dopo il vaccino Johnson & Johnson). Ricordiamo che i dati sono sottostimati in quanto frutto di sola farmacovigilanza passiva.

Dettaglio dei disturbi che hanno portato alla morte in seguito a inoculazione dei vaccini Covid:

MIO COMMENTO …I DATI NON SONO AGGIORNATI MA SUL BLOG TROVATE UN ARTICOLO CON LINK AI DATI AGGIRNATI 

Disturbi del sistema endocrino

3
Disturbi oculari 14
Disturbi gastrointestinali 370
Disturbi di carattere generale 2.980
Disturbi epatobiliari 32
Disturbi del sistema immunitario 30
Infezioni 746
Lesioni, avvelenamento e complicazioni procedurali 152
Indagini mediche 249
Disturbi del metabolismo e della nutrizione 157
Disturbi muscoloscheletrici e dei tessuti connettivi 111
Neoplasie benigne, maligne e non specificate 19
Disturbi del sistema nervoso 916
Condizioni legate allo stato di gravidanza, al puerpuerio e alla fase perinatale 7
Disturbi psichiatrici 106
Disturbi renali e urinari 100
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella 2
Risturbi respiratori, toracici e mediastinali 894
Malattie della pelle e tessuti sottocutanei 64
Circostanze sociali 15
Procedure mediche e chirirgiche 33
Disturbi cardiovascolari 338
Totale decessi 8.430

E ADESO UNA SERIE DI DOCOMUNTI UFFICIAI E CERTIFICATI sempre dal sito di questo articolo

QUESTI DOCUMENTI QUI SONO IN ORDINE CASUALE SUL SITO LI TROVATE ORDINATI E CON I VARI LINK DA DOVE SONO STATI PRESI.. LI RIPORTO SOLO PER FARVI VEDERE E DARVI UN ASSAGGIO DELLA SITUAZIONE GENERALE … STA A TE POI PENDERARE, RAGIONARE E SE TI VA DI FAR CONOSCERE… QUESTA REALTA’ TOTALMENTE ISCURATA DAI MEDIA…

Vaccinazione varianti pericolose 1024x494 1

Senza titolo 113 768x256 1

Senza titolo 112 768x155 1

Senza titolo 111 768x370 1

Senza titolo 17 2 768x370 1

Scenari possibili 768x370 1

 

Moderna Approvazione vaccino con condizioni 768x256 1

AIFA La durata della protezione e ignota 768x371 1

AIFA i vaccinati possono essere contagiosi 1024x494 1

covid la cura esiste

 

 

FONTI

https://www.movimento3v.it/io-non-mi-vaccino-perche/https:/

/www.marionegri.it/magazine/vaccino-covid-malattie-cronichehttps:/

/www.med4.care/vaccini-covid-19/

Coronavirus, parla l’esperto: “non farò il vaccino anti-covid perché non fornisce immunità permanente e comporta grandissimi rischi”

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