Come riconoscere il dolore nel gatto?

Un nuovo studio fornisce la risposta

 

Sicuramente sarà capitato a chiunque abbia vissuto con un gatto di porsi questa domanda. Quante volte, vedendo il gatto un po’ mogio, abbiamo desiderato che potesse parlare per farci spiegare se sentiva o meno dolore, così da poterlo aiutare.
Inoltre, come ben sappiamo, i gatti tendono a nascondere un eventuale stato di malessere; in quanto predatori, ma anche potenziali prede, non amano farsi vedere vulnerabili da possibili nemici o predatori.
Quindi, riconoscere i segnali di dolore nel gatto, può risultare ancora più complicato.

Ma da oggi, forse, i veterinari del mondo possono contare su un nuovo strumento per riconoscere e misurare il dolore nel gatto. Un team di ricerca dell’Università di Montreal (Canada) ha presentato dei nuovi strumenti per determinare il grado di sofferenza fisica dei felini a seconda, ad esempio, della posizione dei baffi o della durezza dello sguardo.

Fonte foto: https://www.piqsels.com/

Paulo Steagall, professore della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Montreal, ha diretto il team di ricerca autore della scala di valutazione, e ha dichiarato:

“I gatti, rispetto ai cani, hanno comportamenti molto diversi. Inoltre, quando li portiamo dal veterinario, anche solo per una visita di controllo, sono parecchio stressati, ansiosi e timorosi. Questi stati d’animo aumentano ancora di più durante un periodo di ricovero o la degenza che precede una operazione chirurgica. In queste condizioni, valutare quanto dolore provino si rivela molto difficile”.

Il nuovo strumento, chiamato “Feline Grimace Scale” (“Scala delle Smorfie Feline” in italiano, n.d.r.), aveva avuto origine come progetto per una tesi di dottorato. Lo scorso agosto, Steagall presentò i suoi risultati più significativi durante un congresso dell’Associazione Statunitense di Medicina Veterinaria. Lo studio completo è stato pubblicato, per intero, a metà dicembre sulla rivista “Nature”.

Per tirare le loro conclusioni, i ricercatori dell’Università di Montreal hanno lavorato con 39 gatti accolti nella clinica dell’università, con diversi dolori/malattie. Li hanno paragonati a 20 esemplari che godevano di buona salute. Questi 39 gatti appartenevano a 4 razze differenti: europea, siamese, bengalese e savannah.
I membri del team di ricerca si sono resi conto che sono 5 gli elementi da osservare per capire se c’è presenza di dolore nel gatto e in che intensità: la posizione delle orecchie, quella della testa e dei baffi, la durezza dello sguardo e la tensione della bocca. Ad ogni posizione che questi elementi anatomici possono assumere, si associa un valore da 0 a 2. Per esempio, se le orecchie puntano verso avanti, c’è assenza di dolore (si annota uno 0); se sono leggermente separate, il dolore è moderato (si annota un 1); se il gatto le tiene girate verso l’esterno, c’è un fastidio marcato (si annota un 2). La somma di queste intensità, per ognuna delle parti della testa analizzate, può andare da 0 (nessun dolore) a 10 (massimo dolore).

 

Gli autori dello studio credono che qualsiasi risultato uguale o maggiore di 4 indichi che l’animale debba essere trattato con analgesici.

Paulo Steagall afferma che, nonostante la scala abbia tutta la validità per essere usata dai veterinari, può aiutare anche gli umani dei gatti a capire il grado di dolore e/o fastidio provato dal loro amico a 4 zampe e, quindi contattare un veterinario con maggiore urgenza.

Passiamo ora ad analizzare le varie posizioni per ogni parte della testa considerata.

 

Posizione dei baffi

 

Fonte foto: https://elpais.com/

A sinistra è rilassata e più curva: non c’è dolore, valore assegnato: 0.
Al centro, diritti o poco curvati: c’è un po’ di dolore, valore assegnato: 1.
A destra, verso avanti, più separati dal viso: c’è un dolore marcato, valore assegnato: 2.

 

Durezza dello sguardo

 

Fonte foto: https://elpais.com/

A sinistra, occhi aperti: non c’è dolore, valore assegnato: 0.
Al centro, occhi socchiusi: c’è un po’ di dolore, valore assegnato: 1.
A destra, occhi quasi chiusi: c’è marcata presenza di dolore, valore assegnato: 2.

 

Tensione del muso

 

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Fonte foto: https://elpais.com/

A sinistra, rilassato (forma arrotondata): non c’è dolore, valore assegnato: 0.
Al centro, leggera tensione: c’è un po’ di dolore, valore assegnato: 1.
A destra, teso (forma ellittica): il dolore è evidente, valore assegnato: 2.

 

Posizione delle orecchie

 

Fonte foto: https://elpais.com

A sinistra, orecchie diritte e molto vicine: non c’è dolore, valore assegnato: 0.
Al centro, orecchie leggermente separate e inclinate: c’è un po’ di dolore, valore assegnato: 1.
A destra, orecchie girate verso fuori: c’è un dolore evidente, valore assegnato: 2.

 

Posizione della testa

 

Fonte foto: https://elpais.com/

A sinistra, testa sopra la linea del dorso: non c’è dolore, valore assegnato: 0.
Al centro: testa allineata alla linea del dorso: c’è un po’ di dolore, valore assegnato: 1.
A destra, testa sotto la linea del dorso o con il muso attaccato al petto: c’è un dolore evidente, valore assegnato: 2.

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*tratto da sito web gcomegatto

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